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Quella del LAVORATORE TRANSFRONTALIERO è una posizione particolare. Proprio per questo motivo l'Unione Europea ne garantisce il giusto riconoscimento giuridico e politico. Soggetto per aspetti specifici alla legislazione ed alla competenza di volta in volta di un Paese o dell'altro, per il lavoratore frontaliero le regole devono essere particolarmente chiare, definite e conosciute.

Art. 1.f del Regolamento 883/2004/CE: "lavoratore frontaliero", qualsiasi persona eserciti un'attività subordinata o autonoma in uno stato membro e che risiede in un altro Stato membro, nel quale ritorna di massima ogni giorno o almeno una volta alla settimana.

Non c'è bisogno di permessi di lavoro, i diritti sono gli stessi dei lavoratori residenti nel paese in cui lavorano. Saranno tutelati i diritti acquisiti per quanto riguarda la pensione e tutti gli altri diritti relativi ai sistemi di sicurezza sociale che non siano strettamente legati alla residenza sul territorio.

I diritti del lavoro saranno garantiti poiché è obbligatoria l'applicazione dello stesso contratto collettivo di lavoro al quale fanno riferimento i lavoratori residenti nel paese di lavoro a parità di mansioni e orario.
I diritti relativi al sistema di sicurezza sociale saranno garantiti perché si fruisce di quanto sancito dal rinnovato sistema di coordinamento di sicurezza sociale in Europa.
I diritti a non subire una doppia imposizione fiscale saranno garantiti dalla Convenzione bilaterale italo-slovena contro le doppie imposizione fiscali.
I diritto ad esercitare la professione regolamentata per la quale ci si è formati sarà riconosciuto attraverso il meccanismo previsto in tal senso dall'Unione Europea.
Il titolo di studio potrà essere riconosciuto in base al meccanismo stabilito in tal senso dall'UE e dalla specifica normativa concordata tra Italia e Slovenia.

> Riconoscimento delle qualifiche di studio in Italia e Slovenia
> Sicurezza sociale
> Assistenza sanitaria
> Fisco


Riconoscimento delle qualifiche di studio in Italia e Slovenia

Professioni non-regolamentate: sono quelle che si possono esercitare senza necessità di possedere uno specifico titolo di studio. Si tratta di professioni aperte indifferentemente sia ai possessori di titoli di studio italiani e sloveni che esteri. Chi intende svolgere in Italia o in Slovenia una professione non-regolamentata ed è in possesso di un titolo estero non ha necessità di ottenerne il riconoscimento legale o formale per potersi inserire nel mercato del lavoro.
Professioni regolamentate: sono quelle il cui esercizio è regolato dalla legislazione nazionale: la legge stabilisce sia il titolo di studio indispensabile che i successivi requisiti di addestramento alla pratica della professione (per es. tirocinio e/o Esame di Stato per l'abilitazione professionale) e le norme di deontologia professionale. L'esercizio di tali professioni è protetto dalla legge ed è consentito esclusivamente ai soggetti abilitati secondo la normativa specifica per la tipologia di professione regolamentata. In Italia sono 148 le professioni regolamentate, in Slovenia 254.

L'elenco completo delle professioni regolamentate in Europa è disponibile ed molte altre informazioni utili le trovi su:
http://ec.europa.eu/internal_market/qualifications/index_en.htm

L'Unione Europea, nel quadro della LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI, riconosce le qualifiche professionali estere (è il cosiddetto "riconoscimento professionale") attraverso un sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali, che si compone di alcune direttive "settoriali" ed una direttiva a carattere generico, che copre i casi non previsti dalle direttive settoriali.

Le direttive settoriali sono previste per le seguenti professioni: medico (16/93/CE), infermiere (452/77/CE), assistenza domestica (154/80/CE), veterinario (1026/1026/CE), dentista (686/76/CE), farmacista (433/85/CE), architetto (384/85/CE), avvocato (5/98/CE).

In tutti gli altri casi il riconoscimento è basato su quanto previsto dalla Direttiva 2005/36/CE.

Il SISTEMA di riconoscimento delle qualifiche sancito dalla Direttiva 2005/36/CE si fonda su regimi basati su:
- riconoscimento automatico – per le professioni elencate nell'allegato V degli atti di recepimento della Direttiva 2005/36/CE - es. infermiere professionale, odontoiatra, veterinario ecc. La domanda deve essere corredata da una certificazione dell’autorità competente dello Stato membro di origine attestante che il titolo di formazione soddisfi i requisiti stabiliti dalla normativa comunitaria in materia di riconoscimento dei titoli di studio.
- sistema generale - se la persona è autorizzata nello stato di provenienza ad esercitare una data professione, il riconoscimento si ottiene in base al confronto tra i percorsi formativi. Se sussiste una "differenza sostanziale" si possono richiedere delle "misure compensative" (prova attitudinale o tirocinio di adattamento).
- esperienza professionale- maturata nello Stato membro di origine. Si applica nel caso delle professioni elencate all'art. IV degli atti di recepimento della Direttiva 2005/36/CE. Il riconoscimento è automatico se sono rispettate le condizioni espressamente espresse previste per le singole categorie professionali).

I beneficiari del riconoscimento devono avere la conoscenza linguistica necessaria all'esercizio della professione nello Stato membro ospitante.

La domanda deve essere presentata presso l'Autorità competente dello Stato membro di accoglienza.

La Direttiva 2005/36/CE prevede anche la possibilità per un cittadino di esercitare temporaneamente e occasionalmente la propria attività in un altro Stato membro con il proprio titolo professionale di origine,senza dover richiedere il riconoscimento della qualifica o del titolo di studio. In tal caso se la professione è regolamentata nel Paese d'origine si richiede i documenti che lo attestino, in caso contrario può essere richiesta una certificazione di esperienza professionale.

Autorità competente in Italia
Dipartimento per il coordinamento delle Politiche Comunitarie, presso la presidenza del Consiglio dei Ministri
> http://www.politichecomunitarie.it

Autorità competente in Slovenia
Ministero per il Lavoro, la famiglia e gli affari sociali
> http://www.mddsz.gov.si

Tra Italia e Slovenia esiste un accordo bilaterale per il riconoscimento dei titoli di studio: Memorandum d'intesa firmato a Roma il 10.7.1995 L. n. 103 del 7.4.97 su G.U. n. 93 del 22.4.97. Entrato in vigore il 6.8.97. Detto Memorandum ha ripristinato l'applicazione con la Slovenia (dopo la sua sospensione il 20.9.94) dell'Accordo con la ex-Jugoslavia del 1983 con regole di maggiore garanzia, in attesa di mettere a punto un nuovo accordo complessivo ed aggiornato maggiormente rispondente alle recenti riforme strutturali dell'istruzione universitaria italiana.

Il Memorandum determina che:
- i diplomi possono essere riconosciuti se conseguiti presso università, altri istituti universitari statali o legalmente riconosciuti dai due Paesi
- sono esclusi diplomi parzialmente svolti in Paesi terzi
- sono esclusi corsi di laurea accelerati o estivi
- i titoli vengono riconosciuti previo accertamento che l'interessato abbia effettivamente soggiornato nel Paese in cui ha sede l'università (non valido per appartenenti a minoranza slovena in Italia ed italiana in Slovenia).

Sicurezza sociale

Il Coordinamento in materia di sicurezza sociale, stabilisce regole e principi comuni al fine di garantire che l'applicazione delle singole normative nazionali non vada a scapito delle persone che esercitano il diritto di spostarsi e soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri: stabilisce quale legislazione si applica ad ogni caso specifico e garantisce il cumulo dei periodi assicurativi e l'esportabilità di alcune prestazioni.
Le disposizioni sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale si applicano ai cittadini comunitari e nei Paesi dell'UE, in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

Fonte: Regolamento (CE) n. 883/2004 e Regolamento 987/2009  "coordinamento rinnovato dell'UE in materia di sicurezza sociale dell'UE"

Le materie coperte dai regolamenti sono:
- prestazioni di malattia
- prestazioni di maternità ed equivalenti prestazioni di paternità
- infortuni sul lavoro
- malattie professionali
- prestazioni d'invalidità
- pensioni di vecchiaia
- prestazione per i superstiti
- indennità in caso di morte
- prestazioni di disoccupazione
- prestazioni familiari
- prestazioni di prepensionamento

Il "coordinamento rinnovato dell'UE in materia di sicurezza sociale dell'UE", prevede, infatti, una serie di disposizioni specifiche per i lavoratori transfrontalieri.

Essendo equiparati alle altre categorie di soggetti interessati da tali disposizioni:
- sono assicurati nello stato in cui lavorano;
- hanno diritto agli assegni familiari anche per i familiari residenti in un altro Stato;
- percepiscono una pensione distinta per ogni Paese ove sono stati assicurati per almeno un anno.

La persona in questo caso risiede in uno Stato diverso rispetto a quello nel quale è assicurato.

Di norma il Paese competente è il Paese di lavoro.

Le prestazioni in natura sono erogate dal Paese di residenza, mentre le prestazioni in denaro sono di norma erogate dal Paese dove si svolge l'attività lavorativa. Se l'importo delle indennità dipende dal numero di familiari, si terrà conto anche di quelli residenti nel territorio di un altro Stato membro.

Per prestazioni di malattia e le indennità di disoccupazione vigono speciali disposizioni.

Le prestazioni in natura sono erogate dal Paese di residenza, come se il beneficiario fosse assicurato in quel Paese. Quindi, l'interessato dovrà iscriversi presso l'assicurazione malattia del luogo di residenza. Per fare ciò dovrà prima richiedere all'organismo presso cui è assicurato un documento "S1". L'ente preposto del Paese di residenza può entrare in contatto con l'ente con cui l'interessato è assicurato per scambiare le informazioni necessarie sui suoi diritti. Di norma, poi, l'organismo del luogo di residenza viene rimborsato dall'ente corrispondente presso cui il beneficiario è assicurato.

Nel caso di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali sarà necessario produrre un documento "DA1" rilasciato dall'Ente che ha assicurato l'interessato.
Nel caso di infortuni sul lavoro mentre è in viaggio in un Paese diverso da quello in cui è assicurato, nel caso di infortuni in itinere, il soggetto continuerà ad avere diritto alla copertura assicurativa contro i rischi infortuni e alle prestazioni specifiche. Il soggetto può dimostrare i suoi diritti all'assistenza sanitaria presentando il documento "DA1".

Pensione di vecchiaia: se il soggetto è stato assicurato in più Stati nella propria carriera lavorativa, tutti i periodi saranno sommati (cumulo) per far valere la anzianità contributiva. Ogni stato in cui la persona è assicurata è tenuto a corrisponderle una pensione di vecchiaia al raggiungimento dell'età pensionabile. Ogni singola pensione sarà calcolata in base all'anzianità contributiva dell’interessato in ciascun stato membro. La domanda di pensione dovrà essere presentata nel paese di residenza a meno che non vi si abbia mai lavorato. In questo caso la domanda va presentata nell’ultimo Paese nel quale si è stati assicurati. Lo Stato competente, quindi, si occuperà di contattare tutti gli altri Stati coinvolti e fornirà la sintesi della situazione al soggetto riepilogata in un documento "P1".

Disoccupazione completa: anche qui vale il principio di cumulo ed esportabilità. L'interessato può richiedere all'ente competente dello Stato dove ha lavorato, anche come lavoratore autonomo, un documento "U1". che certifichi i periodi di assicurazione o occupazione. Nel caso dei transfrontalieri valgono regole specifiche. Nel caso di disoccupazione completa dovrà richiedere l’indennità di disoccupazione nel suo Stato di residenza, riceverà le prestazioni come se vi fosse assicurato nel corso dell'ultimo periodo di assicurazione. Se il calcolo dell'ammontare dipende da salario o reddito professionale, si deve tener conto del reddito effettivamente percepito dal lavoratore nello stato membro. In teoria il lavoratore transfrontaliero ha diritto a iscriversi anche presso il centro per l'impiego dell'ultimo Paese presso il quale ha lavorato, continua però a ricevere l'indennità dal Paese di residenza il cui Ufficio di collocamento resta prioritario.

Disoccupazione parziale e/o intermittente: è lo Stato membro in cui l'interessato lavora ad essere responsabile dell'indennità di disoccupazione, indipendentemente dalla sua residenza.

Assegni familiari: se i familiari non risiedono nello Stato in cui il soggetto interessato è coperto, spettano naturalmente anche per essi gli assegni familiari, sono quindi naturalmente a tutti gli effetti considerati parte del nucleo famigliare.

Particolarità:
I familiari del lavoratore frontaliero che abbiamo domicilio nel Paese competente, ossia nel Paese di lavoro del frontaliero, possono richiedere in tale Paese le prestazioni in natura, anche se hanno la residenza nell'altro Paese. Questo per quanto riguarda residenti in Italia con domicilio in Slovenia. L'Italia, invece, ha richiesto di sospendere questo tipo di possibilità per i primi quattro anni dall'entrata in vigore del nuovo regolamento.

Autorità di riferimento in Italia:
INPS – www.inps.it
INAIL – www.inail.it

Autorità di riferimento in Slovenia:
ZPIZ – www.zpiz.si

Assistenza sanitaria

È bene prima di tutto specificare che il diritto di ingresso e stabilimento riconosciuto ai cittadini di Stati membri dell'Unione Europea, non comporta automaticamente il diritto all'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, di conseguenza non è sufficiente il fatto di poter entrare liberamente in un Paese UE per dare all'individuo il diritto di iscrizione. La normativa europea e nazionale dettano infatti norme ben precise in ordine a tale possibilità, prevalentemente distinguendo le varie categorie di soggetti che hanno o meno diritto all'iscrizione a seconda delle motivazioni del soggiorno.

Il lavoratore frontaliero ha il diritto ad iscriverti al Servizio sanitario nazionale del paese in cui lavora.

In Italia, infatti, i lavoratori subordinati con contratto di lavoro a tempo indeterminato e loro familiari, lavoratori autonomi e loro familiari possono iscriversi al SSN a tempo indeterminato.

In Slovenia, con la firma del contratto di lavoro si è automaticamente iscritti all'assicurazione sanitaria obbligatoria che garantisce le prestazioni base. Bisogna procurarsi da soli l'assicurazione complementare fornita da varie assicurazioni private. L'assicurazione sanitaria può essere allargata anche ai famigliari del lavoratore.
L'assicurazione obbligatoria comprende l'assistenza ospedaliera, l'assistenza per malattia e infortunio al di fuori e sul posto di lavoro. L'assicurazione complementare è a discrezione del cittadino. È conveniente averla per non dover pagare le prestazioni che l'assicurazione obbligatoria non offre. Per questo motivo la maggioranza dei cittadini sloveni ha l'assicurazione complementare.

Ministero per la Salute in Italia
> www.salute.gov.it
Assistenza sanitaria italiani all’estero e stranieri in Italia

Ministero della Salute in Slovenia> http://www.mz.gov.si/si/mz_za_vas/
Ente per l'assicurazione sanitaria in Slovenia - diritti dei lavoratori transfrontalieri: zavarovanec.zzzs.si
Ente per l'assicurazione sanitaria in Slovenia: www.zzzs.si

Fisco

La fiscalità è un tema che l'Europa lascia alla potestà nazionale e non vi sono nemmeno "sistemi" europei di coordinamento, così come previsto, invece, in materia di sicurezza sociale.

Esiste, però, il sistema delle Convenzioni tra i singoli Paesi che definiscono il sistema per evitare la DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE.

Tra Italia e Slovenia è in vigore la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, che è pienamente in vigore a partire dal 12 gennaio 2010.

Come molte altre convenzioni tra Stati per evitare la doppia imposizione fiscale, si basa su un modello definito dall'OCSE  (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), ma nel caso di Italia e Slovenia non è previsto alcun articolo specifico riguardante la tassazione dei lavoratori transfrontalieri.
L'Accordo prevede, a seconda delle tipologie interessate, la possibilità che entrambi gli Stati prelevino un'imposta sullo stesso reddito (tassazione concorrente) oppure, talvolta, la tassazione esclusiva da parte di uno Stato.
La disciplina convenzionale comporta, su richiesta del contribuente, il diritto al rimborso da parte dello Stato della fonte, dell'imposta eventualmente prelevata in eccedenza rispetto al limite stabilito convenzionalmente, oppure, talvolta, il diritto all'applicazione immediata del beneficio previsto, già in sede.

I principi di base della Convenzione Italia - Slovenia contro la doppia imposizione fiscale:
Il lavoratore frontaliero tra Italia e Slovenia,  a meno di eccezioni viene considerato fiscalmente residente nel Paese nel quale risiede, il Paese A. art. 1 e 2 della Convenzione bilaterale
Si ha TASSAZIONE CONCORRENTE: il lavoratore frontaliero, quindi, sarà, in generale, tassato nel Paese B per i redditi prodotti nel Paese B, anche se fiscalmente è residente nel Paese A. art. 15  della Convenzione bilaterale  
- se il lavoratore, che risiede fiscalmente nel paese A possiede elementi di reddito che sono imponibili nel Paese B, il Paese A può includere nella base imponibile di tali imposte anche gli elementi di reddito prodotti nel Paese B, detraendo, però, dalle imposte così calcolate, l'imposta sui redditi già pagata dal lavoratore nel Paese B. L'ammontare di tale detrazione non può eccedere la quota di imposta del Paese A attribuibile ai predetti elementi di redditi nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione del reddito complessivo;
- le imposte riscosse mediante ritenute alla fonte da uno Stato contraente, in base alla Convenzione, sono rimborsate a richiesta del contribuente.
È necessario il codice fiscale emesso dal Paese B in quanto si è soggetti alla tassazione per i redditi prodotti anche nel Paese B. Basterà andare all'Ufficio dell’Agenzia delle Entrate/Davčna Uprava Republike Slovenije con un documento in corso di validità e verrà indicato il domicilio fiscale nel Comune nel quale è stato prodotto il reddito.

Autorità di riferimento in Italia
Agenzia delle Entrate - www.agenziaentrate.gov.it
Ministero dell'Economia e delle Finanze – www.finanze.it

Autorità di riferimento in Slovenia
Davčna Uprava Republike Slovenije – www.durs.gov.si
Ministrstvo za Finance – www.mf.gov.si

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